Roma 10.12.19

Il 3 dicembre l’Ordinariato Militare ha ospitato l’Assemblea Nazionale del P.A.S.F.A. nella Sala Capitolare della sede di Salita del Grillo 37.

L’ordine del giorno prevedeva la votazione relativa alla scelta dell’assetto associativo del PASFA, da adottare nel rispetto dei principi di ecclesialitá delle associazioni laicali ed in vista della imminente riorganizzazione del cosiddetto Terzo Settore.

Presidenti e Delegati di tutte le Sezioni territoriali hanno partecipato, insieme ai membri del Consiglio Direttivo Nazionale e ad alcuni Soci, ai lavori dell’Assemblea preceduti, come consuetudine, dalla Santa Messa celebrata dall’Assistente Spirituale Nazionale nonché Vicario Generale dell’Ordinariato, Mons. Angelo Frigerio, nella splendida cornice di S. Caterina da Siena a Magnanapoli.

Nel celebrare l’eucaristia, Don Angelo ha ricordato la figura di San Francesco Saverio sottolineando il dinamismo che sempre lo animó. Quel dinamismo dell’amore che viene da Dio e “se vogliamo ricevere Cristo in noi dobbiamo essere pronti a portarlo agli altri”. L’insegnamento che ci viene dalla missione di San Francesco Saverio è proprio che “per ricevere l’amore di Dio bisogna averlo dato agli altri con generosità”

Nella sua omelia Mons. Frigerio ci ha indotto e ci induce a riflettere sull’importanza del rendere un servizio laicale di credenti cattolici, battezzati: alla stregua di Gesù, che ne ha dato esempio con la sua Passione e Resurrezione, nell’essere testimoni nella nostra vita di credenti della Sua Parola, in comunione di Chiesa e non de LA CHIESA.

Chiarissimo inoltre l’invito a non perseguire aspirazioni e vanità personali, a non nutrire ambizioni per ruoli da ricoprire o mostrare falsa modestia nello svolgimento del proprio ruolo.

Il cristiano non sgomita, non si fregia del proprio ruolo, non ambisce ai primi posti.  Ricordando quanto contemplato nelle Beatitudini: essere fra l’altro umili e servire i piccoli, i più fragili, cercare relazioni con questi e non gratificarsi per relazioni con i potenti. Non cercare ancor più il potere per sé.

Nella cornice di queste riflessioni l’Assemblea si è svolta in un clima di armoniosa partecipazione e condivisione alla presenza del Vicario che ha offerto la sua disponibilità a rispondere alle molte domande dei Soci presenti.

Tutto ciò oggi più che mai si presta in modo calzante a noi soci P.A.S.F.A, in questa fase di discernimento e ridefinizione in cui abbiamo avuto occasione di chiederci chi siamo e dove siamo, e poter consapevolmente focalizzare il fondamento del nostro Servizio come Associazione e come singoli laici in seno ad essa, comunità nella Comunità Chiesa del Popolo di Dio.

L’esito della votazione conferma la volontà dei Soci di continuare il cammino associativo sotto la guida spirituale dell’Ordinario Militare, in stretta cooperazione con i Cappellani in sostegno a tutti i militari italiani.

Grosseto 10.12.19

La Proloco di Grosseto assegnerà quest’anno il Premio al Volontariato alla sezione grossetana di P.A.S.F.A. (Assistenza Spirituale Forze Armate). La scelta è stata presa in occasione dell’ultimo consiglio direttivo.

L’Associazione, nata a Roma nel 1915, svolge attività tese al perseguimento di solidarietà religiosa, sociale e materiale nei confronti degli appartenenti alle Forze Armate in servizio e in quiescenza e dei loro familiari.

La consegna del premio da parte del presidente della Proloco Umberto Carini alla sezione grossetana di P.A.S.F.A. avverrà in occasione del concerto natalizio che la Corale Puccini terrà nel duomo di Grosseto domenica 22 dicembre alle ore 21,15.

Riceverà la targa di riconoscimento la presidente della Sezione grossetana, la signora Matilde Calvari.

La Sezione territoriale di Grosseto è nata nel 2013 e va ad aggiungersi ad altre 30 sezioni e Comitati sparsi in tutta Italia. Il PASFA di Grosseto opera e lavora sul territorio maremmano in sinergia con il Cappellano Militare e i Comandi Militari del Reggimento Savoia Cavalleria, del 4° Stormo Caccia Intercettori e del Centro Militare Veterinario, ma collabora attivamente anche con la Guardia Costiera di Porto Santo Stefano, e con i comandi provinciali della Guardia di Finanza e dei Carabinieri.

Busto Arsizio 16.05.19

La Sezione di Busto Arsizio del PASFA desidera riproporre oggi, con scenari del mondo militare decisamente modificati, il pensiero di Mimma Ughi “Perché amo il PASFA”.
L’Autrice, mamma del famoso violinista Uto Ughi, esprime la stessa sensibilità, la profondità, la finezza, la dolcezza e la sonorità che ritroviamo nella musica del Maestro. A Lei si deve, nel 1966 l’edificazione della Cappella dell’Immacolata Concezione, all’interno dell’odierno Comando di Reazione Rapida di Solbiate Olona, opera che, con un impegno e una determinazione ferrea, riuscì brillantemente a portare a termine.
E’ trascorso del tempo, ma il problema di riavvicinare le giovani generazioni ad ideali di pace, concordia, tolleranza, cultura, in un mondo sempre più materialista, egoista – spesso supponente – come l’attuale, si presenta con evidenza a chi riconosce nel PASFA un’associazione che, attraverso l’aiuto spesso materiale, voglia essere anche testimone di umanità, per elevare lo spirito di coloro a cui si dedica.
Perciò, pur a distanza di anni, in cui si sono verificati tanti cambiamenti, ci è parso utile far conoscere questa bella testimonianza di fede nei valori del PASFA. 
Maria Luce Bui Di Maria

PERCHE’ AMO IL PASFA
Busto Arsizio, 23.03.2003

Forse perché fui la fondatrice, con alcune colleghe della sezione PASFA qui a Busto nel lontano 1963, mi commuove scrivere su questa associazione che mi prese il cuore subito, alla quale da allora ho dedicato tutto il tempo possibile con una passione e impegno sempre maggiori man mano che il tempo e la saggezza della maturità scolpivano nel mio animo la sua segreta bellezza ed importanza.
PASFA: tante mamme e varie persone strette in un cuor solo attorno al Cappellano militare, che hanno sempre cercato e cercano tutt’oggi di essere accanto ai giovani militari, nelle loro esigenze materiali, psicologiche ed umane, quando se ne presenta l’opportunità, ma soprattutto spiritualmente, avvolgendoli in un abbraccio protettivo di preghiera a Dio ed amore, che supporti l’affetto lontano dei genitori e la mancanza dell’ambiente in cui sono cresciuti. La giovinezza è una stagione di cristallo, è fragile e riflette gli umori, i colori, le idee, i sentimenti, i pericoli che turbinano nel vento della vita.
Essere accanto ai militari, perché questo cristallo si mantenga integro e luminoso per trasformarsi in temperamento d’acciaio, per far loro sentire la tenerezza materna di qualcuno disponibile ad ascoltarli, ad accogliere con un sorriso in un luogo marziale, vera fucina di giovani duri e forti, leali e coraggiosi, sprezzanti del pericolo quando si tratti di difendere la pace e il più debole, mi è sempre apparso un alto valore umano. Forse questi anni di silenzioso nascosto operare del PASFA erano una preparazione a questo delicatissimo momento dell’umanità. In tempo di pace e progresso, una realtà di preghiera era assurda, misconosciuta e anche disprezzata. Ora il Papa ripetutamente e accoratamente ci richiama tutti a pregare con fede e penitenza per ottenere il bene della pace.
Il principale scopo del PASFA sta nella sua sigla (assistenza spirituale alle Forze Armate) e cos’altro non è, se non preghiera? Ecco l’ideale che nuovamente ci si propone: riscoprire questo valore meraviglioso e farlo lievitare, praticarlo e viverlo, respirarlo, offrendolo a Dio non solo per la sicurezza dei nostri ragazzi, ma per il trionfo del bene sul male, dell’amore sull’odio, del perdono sulla vendetta, della Pace che estingue ogni guerra e regni sovrana su di un mondo rinnovato facendo sentire tutti gli uomini fratelli.
Ammiro i giovani cresciuti nella sicurezza e anche nell’abbondanza, che devono dimenticare l’egoismo personale, il materialismo che deriva da un imposto consumismo livellante intelletti e coscienze, e scoprire in sé un ambiente di disciplina che incentiva la solidarietà e la vera amicizia, il vero significato di essere “uomo” nascosto dalle sovrastrutture di una società corrotta e senza ideali. La vera tragedia del nostro tempo è una concezione della vita umana come qualcosa di inconsistente ed effimero. Nel tempo dei flagelli sconosciuti, in una fase storica in cui le armi più micidiali possono essere usate, cosa resterebbe dell’uomo e del senso della vita? Scusatemi la prospettiva dell’Eternità, la nostra generazione rischia di entrare nel tempo delle insidie mortali priva di ogni luce, speranza e fede.
Ma sopra la terra veglia il Cielo, non muto e lontano, ma vigile ed operante in ogni cuore.
Per tutto questo, il primitivo interesse per il PASFA non mi ha mai abbandonato. I giovani vengono, stanno, vanno… dove a vita li chiama, sempre nuovi, sempre cari, sempre con un cuore sincero che batte, ama e soffre, sotto la corazza di indifferenza che nasconde la loro fragilità. Ed ora dove andranno, che la situazione mondiale s’è addensata di tempesta e risuona di tuoni di guerra…! Andranno dove il cuore li porterà, dove il loro dovere li chiamerà, a difendere la pace, a soccorrere i più deboli, con indomito coraggio e senza odio nel cuore, ma con la consapevolezza di mettere la loro vita al servizio dell’umanità, per un futuro limpido e luminoso, nuovo, com’è nuova l’alba dopo la più oscura delle notti.
Mimma Ughi